agosto 12, 2011
Il ritorno degli Acustimantico
Amati da pubblico e critica, vincitori di numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Recanati, il Premio De Andrè, il Mantova Music Festival e il MEI, gli Acustimantico sono un vero e proprio culto della nuova canzone d’autore italiana.
Nati a Roma (ma con due membri di origine lucana, il sassofonista Marcello Duranti e l’autore dei testi Danilo Selvaggi, pisticcese che vive da tempo nella capitale), attivi dal 1998 sulla scena nazionale, hanno spesso portato oltre frontiera la loro originalissima musica, come accaduto (due volte) alla Festa della Musica di Berlino o all’Esposizione Universale di Osaka, in Giappone. Chi li li ascolta e soprattutto ha l’occasione di vederli dal vivo, di solito se ne innamora, conquistato dalle ballate lunari o dai ritmi travolgenti di certe cavalcate sonore, o ancora dalla magia dei testi e delle storie un po’ oblique che raccontano. Per non dire della musica di Stefano Scatozza e della voce di Raffaella Misiti, cantante dalla straordinaria dote espressiva. Tra le principali virtù di Acustimantico –quella che li fa sfuggire a ogni categorizzazione musicale- c’è l’abilità di innovare la canzone d’autore arricchendola con naturalezza di elementi diversi, dal pop alternativo all’avanguardia, degli echi etnici e popolari al jazz e alla musica colta, facendone un’espressione difficile da definire ma altrettanto capace di coinvolgere e sedurre. Cinque i dischi realizzati in tredici anni di attività, tra cui tre album veri e propri (Acustimantico, 2000, La bella stagione, 2002, e Santa Isabel, 2004), una raccolta live (Disco numero 4, 2005)e un’opera di musica-teatro dedicata al poeta Emanuel Carnevali (Emanuel Carnevali va in America, 2007). Al Lucania Film Festival giungono poco prima dell’uscita del loro nuovo atteso album, Tempo di passaggio, per l’etichetta romana Helikonia, che sarà presentato nell’importante cornice dell’Auditorium di Roma ma del quale già a Pisticci potremo ascoltare alcune preziose anticipazioni, tra cui Il buon insegnamento, Canzone di Giugno o la cosiddetta “parte araba”, session ispirata e dedicata alle rivoluzioni del nord africa e del medio oriente..Assieme, ovviamente, alle piccole grandi hit come Fiori di loto, Raganitza o Musica immaginaria, che hanno spopolato nelle radio alternative e fatto conoscere e amare la band.
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